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Martedì 14 dicembre 2004 |
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ELZEVIRO Il giallo di Perissinotto |
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L'UOMO NASCOSTO DIETRO IL KILLER di GIORGIO DE RIENZO
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Originale nella
struttura, attuale nel filo conduttore della storia ma antico nel tema di
fondo,
Al mio giudice (Rizzoli, pagine 245, 15 EURO),
di
Alessandro Perissinotto, si presenta come un serrato scambio
di email tra un assassino e il magistrato (una donna) che gli dà la caccia.
Luca, giovane di 35 anni, uccide un coetaneo schiacciandolo con l’auto
contro un muro. Poi fugge su una vecchia moto, per compiere una missione
(«capire e poi uccidere» ancora) e insieme per liberarsi dall’ossessione di
«trovare la verità» e quindi di «dimostrare le vere colpe». Non è che
l’omicida voglia sottrarsi alla propria responsabilità, desidera solo essere
capito. Il magistrato, che ha accettato lo scambio di email, lo invita a
costituirsi, talvolta lo accusa di essere «malato», di vivere in un
«delirio» da dissociato. Luca è consapevole del suo sdoppiamento. Lucido,
non solo racconta i fatti ma aiuta anche il giudice nella propria inchiesta,
che via via si complica. Al tempo stesso si guarda, con rassegnazione
disperata, nella irrimediabile degradazione a cui è condannato. Vive la
perdita di se stesso, la sua abiezione di assassino a cui è ormai negata
persino la nostalgia di un vivere ordinario. |
Perciò intreccia
alla sua storia particolare di piccolo e casuale assassino, quella della
complessa (e infetta) architettura della new economy con le
deviazioni nel riciclaggio del denaro sporco, che nelle operazioni di
pulizia insozzano il mondo e lo stravolgono, cancellando in tutti -
speculatori e vittime - qualsiasi senso di colpa. |