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UNA PICCOLA STORIA IGNOBILE

 Cosa ci fa Anna Pavesi, di notte, da sola in un boschetto alla periferia di Milano? Perché scava alla ricerca di un cadavere?
Anna è una psicologa, disoccupata e separata da poco. Vive a Bergamo (Bergamo Alta, a essere precisi) e tira avanti con qualche consulenza per una cooperativa di educativa territoriale. Un giorno si presenta da lei Benedetta Vitali, manager rampante e figlia della Milano “bene”. Benedetta è tormentata dal senso di colpa nei confronti di una sorellastra, Patrizia, da sempre abbandonata al suo destino; ma è tardi per rimediare: Patrizia è morta travolta da un’auto pirata. Quello che Benedetta chiede ad Anna è di aiutarla a ricostruire l’immagine della sorellastra, di aiutarla ad avere almeno il ricordo di lei, dato che persino la salma è scomparsa. Anna, a corto di soldi, accetta questo strano incarico, accetta di far luce sugli ultimi mesi di vita di Patrizia e scopre a mano a mano tutto ciò che si nasconde dietro una serie di pacifiche e ordinarie esistenze. Perduta nella cupa atmosfera rurale che insospettabilmente si respira ai margini della grande metropoli, Anna si addentra in un labirinto fatto di equivoche relazioni familiari, di persone emarginate e di altre fin troppo integrate, fino a vedere dove si annida la banalità del male, a comprendere che dietro alla maggior parte degli omicidi non c’è l’estetica perversa del serial killer, ma tante piccole storie ignobili.